Turismo open air Toscana 2025: meno italiani, più stranieri

Turismo open air Toscana 2025: la capacità di spesa influisce sulla domanda interna

L’estate 2025 del turismo open air in Toscana si chiude con un quadro stabile, ma influenzato da un fattore determinante: la capacità di spesa delle famiglie.

Secondo l’analisi elaborata dal Centro Studi Turistici di Firenze per Faita Toscana, il quadrimestre registra 8,3 milioni di pernottamenti, con una lieve flessione dello 0,8% rispetto all’anno precedente.

Un dato che racconta un’estate “a due velocità”.

Meno italiani, più stranieri

La domanda italiana cala del 2,2%, mentre quella straniera cresce dell’1,3%, in particolare dai mercati di Germania, Francia e Svizzera.

Dopo un mese di giugno positivo, il rallentamento si è concentrato tra luglio e agosto. A incidere non è stata la voglia di viaggiare, ma il potere d’acquisto: inflazione e aumento del costo della vita hanno pesato sulle scelte di vacanza delle famiglie italiane.

Prezzi contenuti nell’open air

Nel comparto open air gli aumenti si sono mantenuti tra il 5% e il 7%, in linea con l’inflazione.

Il tema non è stato quindi il costo della piazzola o del bungalow, ma l’incertezza economica generale, che ha portato molti ospiti a ridurre le spese accessorie, come ristorazione e servizi extra.

Il turismo open air si conferma una proposta competitiva, capace di coniugare qualità e accessibilità.

Un turista più esigente

Il profilo del viaggiatore è cambiato. Oggi si cercano:

  • comfort
  • servizi qualificati
  • esperienze curate
  • standard elevati

Le strutture che hanno investito in qualità e rinnovamento sono quelle che hanno registrato le performance migliori. Dal punto di vista territoriale, le aree costiere hanno mostrato maggiore stabilità, mentre le città d’arte e le zone collinari o termali hanno registrato maggiori difficoltà. Il contatto con la natura continua a rappresentare un elemento centrale nell’attrattività della Toscana.

Uno sguardo al 2026

Le prime indicazioni per il 2026 mostrano un anticipo delle prenotazioni, segnale positivo sia dal mercato italiano che da quello straniero. Il quadro economico resta però delicato. Per questo sarà fondamentale mantenere alta la qualità dell’offerta e sostenere la domanda interna. Il turismo open air in Toscana si conferma un comparto solido e strategico, capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di generare valore per il territorio.

 

Leggi l'intervista del presidente di Faita Toscana in merito. 

 

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