Open air in Toscana, l’estate 2026 supera i 7,1 milioni di presenze
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Oltre 7,1 milioni di presenze nei campeggi e villaggi turistici della Toscana durante l’estate 2026, con una crescita dell’1,1% rispetto allo scorso anno.
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Il mercato italiano resta maggioritario con il 60,2% delle presenze, mentre la componente internazionale cresce dell’1,3%.
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Positivi anche i segnali per settembre, con la maggior parte delle imprese che prevede stabilità o ulteriore crescita della domanda.
Il turismo open air toscano consolida i risultati della stagione estiva 2026 e si conferma uno dei comparti più dinamici dell’offerta turistica regionale.
È quanto emerge dall’indagine realizzata da FAITA Toscana e Centro Studi Turistici di Firenze su un campione rappresentativo di imprenditori di campeggi e villaggi turistici.
Tra giugno e agosto, campeggi e villaggi turistici della Toscana hanno registrato oltre 7,1 milioni di presenze, con un incremento dell’1,1% rispetto all’estate 2025, mentre gli arrivi sono stimati in circa 1,025 milioni, in crescita dello 0,8%.
Pur in un contesto caratterizzato dall’aumento generale dei prezzi al consumo, il comparto open air si conferma particolarmente flessibile e capace di intercettare una domanda orientata a soluzioni diversificate, dal campeggio tradizionale fino alle formule a maggiore valore aggiunto.
Il mercato italiano resta protagonista
La componente domestica continua a rappresentare la quota maggioritaria della domanda.
Gli italiani generano infatti il 60,2% delle presenze complessive, pari a circa 4,3 milioni di pernottamenti, con un aumento dello 0,9%.
Un dato che conferma il ruolo centrale del turismo di prossimità e del mercato nazionale per le strutture open air della regione.
Cresce la domanda internazionale
Il mercato estero rappresenta il restante 39,8% delle presenze, con oltre 2,8 milioni di pernottamenti e una crescita dell’1,3%, superiore quindi a quella registrata dalla componente italiana.
Tra i mercati che mostrano gli andamenti più positivi figurano Germania, Austria, Polonia e Repubblica Ceca, mentre Francia e Belgio mantengono buoni livelli di domanda.
Stabili i flussi provenienti dalla Svizzera. Regno Unito e Paesi Bassi mostrano invece una flessione, mentre Spagna, Scandinavia, Stati Uniti e Canada mantengono livelli di presenza medio-alti.
Settembre verso una sostanziale tenuta
Le indicazioni degli operatori per il mese di settembre confermano un quadro ancora positivo.
Le stime indicano per settembre circa 207 mila arrivi, in crescita dello 0,9%, e oltre 1,3 milioni di pernottamenti, con un incremento dello 0,7%.
Numeri che rafforzano le aspettative su un possibile prolungamento della stagione e sulla capacità del comparto di attrarre visitatori anche oltre i mesi tradizionalmente centrali dell’estate.
Verso i 10 milioni di presenze annuali
Il quadro complessivo restituisce quindi l’immagine di un settore che continua a crescere e a trasformarsi.
L’evoluzione dell’offerta, la qualità dell’accoglienza e la capacità delle imprese di rispondere a esigenze sempre più diversificate rappresentano elementi centrali per consolidare ulteriormente la competitività dell’open air toscano.
Con oltre 7,1 milioni di presenze già registrate nel periodo estivo, il comparto guarda ora alla parte finale dell’anno con l’obiettivo di consolidarsi sulla soglia dei 10 milioni di presenze complessive.
Il commento di FAITA Toscana
A sottolineare il valore dei risultati è il Presidente di FAITA Toscana, Claudio Galassi:
I risultati dell’estate 2026 confermano la solidità del comparto open air toscano, capace di superare i 7,1 milioni di presenze e consolidarsi sulla soglia dei 10 milioni annui. Nonostante le pressioni inflazionistiche, il settore ha dimostrato una risposta flessibile alla domanda, grazie all’evoluzione verso format innovativi e ad alto valore aggiunto.
Il Direttore di FAITA Toscana, Enrico Paoli, evidenzia invece il ruolo dei mercati esteri
La fedeltà del mercato italiano si è rivelata ancora una volta fondamentale, garantendo oltre il 60% dei flussi complessivi. Allo stesso tempo, l’ottima tenuta e la crescita dei mercati dell’Europa centrale e orientale hanno saputo compensare il calo di alcuni bacini storici esteri.
👇🏼 Leggi lo studio realizzato insieme a Centro Studi Turistici Firenze
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